QIGONG

 

DEFINIZIONE DI QIGONG
Il Qigong è l'insieme delle tecniche bioenergetiche cinesi (bioenergetiche significa concernenti l'utilizzazione dell'energia che consente i processi vitali)

ETIMOLOGIA
La parola Qigong si compone di due vocaboli: Qi, che significa Energia e Gong, che vuol dire Lavoro. La traduzione letterale di Qigong è, dunque, Lavoro sull'energia.

FINALITÀ
L'obiettivo del Qigong consiste nel miglioramento della qualità della vita. Tale scopo viene perseguito grazie a metodiche volte a conservare lo stato di salute, a razionalizzare l'impiego delle risorse energetiche ed a predisporre l'individuo alla longevità.

MEZZI
Il Qigong s'avvale di:
• tecniche di respirazione (Tu Na)
• tecniche di rilassamento (Fangsong Gong)
• tecniche di ginnastica dolce (Daoyin)
• tecniche d'automassaggio (Tuina)
• tecniche di concentrazione (Neiyang Gong)

METODI
Il Qigong si differenzia in un vasto numero di scuole, che possono essere classificate, complessivamente, in cinque gruppi principali:
• Ru - Sono quelle scuole che propongono esercizi destinati a coloro che svolgono attività intellettuali. Vengono, talora, definite Qigong degli studenti. Un tempo, erano, infatti, diffuse presso coloro che coltivavano gli studi confuciani, con lo scopo di diventare funzionari dell'Impero Cinese .
• Shi - Costituiscono il gruppo delle scuole sorte presso le comunità di monaci buddisti. Presentano, caratteristicamente, delle analogie con la pratica della meditazione. Alcune tecniche sono, evidentemente, concepite per rilassare le membra dopo le intense e prolungate sedute di Zuo Chan (meditazione in posizione seduta).
• Dao - Rappresentano quelle scuole di Qigong che si rifanno alle credenze taoiste. Traggono spunto, per lo più, dalle tecniche di lunga vita in auge presso gli antichi alchimisti.
• Yi - Sono quelle scuole di Qigong che, in epoca piuttosto recente, hanno finito per costituire una vera e propria branca della Medicina Tradizionale Cinese. Si propongono esclusivamente finalità terapeutiche..
• Wu - Rappresentano le scuole influenzate dalle arti marziali. Sono concepite come pratiche atte a conferire forza e resistenza alle membra, serenità alla psiche, pronta recettività ai sensi e dominio sugli stati emozionali. Provocano effetti rapidi ed evidenti. Il Qigong marziale produce una notevole stimolazione del sistema immunitario e ricorre a posture che, migliorando il portamento del praticante, riducono l'usura delle articolazioni e prevengono, quindi, l'artrosi.

QIGONG E GINNASTICA MEDICA
La cultura cinese ha concepito l'essere umano in maniera meccanicistica, esattamente com'è avvenuto nelle scienze occidentali. Tuttavia, nella filosofia dell'antica Cina, l'uomo non viene identificato, in modo esclusivo, con il suo corpo: l'individuo è un complesso di strutture anatomiche fisiologicamente attive, certo, ma "è" anche le sue relazioni sensoriali con l'ambiente extracorporeo, "è" il suo modo unico di provare differenti emozioni,"è" la sua soggettiva maniera di pensare.
I primi ad importare queste idee in Occidente furono i Gesuiti. Nel XVIII secolo, il padre Joseph Marie Amiot, originario di Tolone, pubblicò le sue "Memoires sur les Chinois", nelle quali descrisse i principali sistemi terapeutici dell'Estremo Oriente. In un articolo del 1779, "Notice sur le Cong-Fou" illustrò, piuttosto dettagliatamente, non soltanto alcuni esercizi di quello che, oggi, si chiama Qigong, ma anche la filosofia ed i principi fisiologici sui quali tali pratiche si fondano. Padre Amiot distinse, con estrema precisione, "posizioni ed attitudini" e sistemi di respirazione. Indicò gli orari migliori nei quali condurre la pratica, espresse considerazioni sull'ambiente e sul vestiario ed, infine, compilò un elenco dei disturbi curabili con il Qigong.
Il lavoro di Joseph Marie Amiot si ritrova, integralmente, in un trattato di N. Dally, "Cinésiologie", pubblicato a Parigi nel 1867. In esso, le notizie sul Cong-Fou sono integrate da interessanti osservazioni sulle discipline fisiche in uso presso i monaci taoisti.
Ambedue i testi francesi vennero, poi, riportati nell'opera del Dottor Giuseppe Franchi, "La ginnastica o cinesia ne' suoi rapporti colla fisiologia e l'igiene", pubblicato a Mantova nel 1870. L'autore di questo trattato compie una circostanziata indagine sulle origini della ginnastica medica in Europa, il cui padre riconosciuto è lo svedese Pehr Henrick Ling. Di lui così dice il Dottor Franchi: "...In effetto, le formole (i movimenti del corpo con effetti terapeutici) di Ling pubblicate non costituiscono serie molto estese; ma qual ne sia il numero e la varietà, sono esse necessariamente comprese nel sistema del Cong-Fou chinese, che contiene tutte le formole reali ed immaginabili come specifici attivi o passivi per produrre questo o quell'effetto fisiologico, sovra una parte qualunque di un organo o sovra più organi ad una volta, o sull'assieme dell'organismo.Se esistono alcune differenze tra le formole di Ling e quelle corrispondenti chinesi, queste differenze sono più speciose che reali; e d'altra parte esisteranno sempre come le barriere tra i costumi dei popoli d'Oriente e quelle dei popoli d'Occidente..."
Dunque, il Qigong è all'origine della ginnastica medica europea. Quest'ultima, però, ha tratto dal metodo cinese i soli principi fisici, trascurando quelli emozionali e quelli psichici.

L'ASPETTO TERAPEUTICO DEL BA GUA ZHANG
Per i Cinesi, quello umano è un essere che vive, contemporaneamente, su tre livelli d'esistenza: psichico, emozionale-sensoriale e fisico.
Questi tre piani, sui quali l'uomo conduce la propria esistenza, corrispondono all'antichissimo, ed onnipresente, simbolo delle "Tre Forze", Cielo, Uomo e Suolo, mutuato dalle credenze sciamaniche della cultura siberiana.
Sotto quest'ottica, una persona che s'ammala non rappresenta soltanto un corpo che smette d'espletare le sue normali funzioni. E' qualcosa di ben diverso da un meccanismo rotto. La malattia non costituisce soltanto uno stato alterato della fisiologia o dell'anatomia. E' anche dolore, irritabilità, depressione.
Qualunque patologia comporta, oltre ad evidenti manifestazioni cliniche, particolari e, spesso, caratteristici stati d'animo, umori, pensieri.
In Occidente, s'è arrivati solo da poco a considerare tali aspetti della malattia. Basti pensare alla terapia del dolore. Fino a tempi assai recenti, la sofferenza costituiva un corollario scontato dell'intervento medico. Per sua stessa definizione, il paziente (dal latino "patire") era colui che doveva sopportare non solo la propria infermità, ma anche gli effetti sgradevoli della cura.
Nella cultura tradizionale cinese, al contrario, l'atto terapeutico tende ad essere moderatamente aggressivo, proprio per limitare i suoi effetti collaterali (per tale ragione, per esempio, la farmacologia cinese combina il principio attivo del medicamento ad un gran numero di sostanze che ne attenuano l'efficacia), e, di regola, viene associato alla psicoterapia. Quest'ultima viene definita "Apertura del Conscio": il medico, intuendo la psicologia del malato, lo prepara a ricevere le sue cure, cerca d'infondergli fiducia, l'induce a reagire al proprio stato di malessere.
In definitiva, se ne fa un collaboratore.
Un individuo affetto da un malanno, ed un altro che teme di soccombere ad un avversario, presentano, da un punto di vista mentale, emotivo e sensoriale, parecchie similitudini. Entrambi sono allarmati dalla situazione grave in cui si trovano coinvolti. Ambedue sono preoccupati per la loro incolumità. I loro pensieri sono proiettati nel futuro, giacchè immaginano le conseguenze degli eventi che li hanno colpiti. L'attenzione si rivolge, con prepotenza, alla loro persona, ignorando quanto riguarda gli altri. I sensi captano, prevalentemente, gli stimoli sgradevoli, e nei confronti del mondo extracorporeo, risultano innaturalmente ottusi.
Spesso, un malato può sentirsi annichilito dal terrore di quanto comporterà la sua affezione, più ancora che da quest'ultima in sè.
Allo stesso modo, la paura d'affrontare un avversario può inibire completamente le facoltà difensive d'una persona.
Le arti marziali possono, dunque, prevenire questi atteggiamenti di passività di fronte al pericolo, agendo come una vera e propria psicoterapia. E, dal momento che, nell'individuo, il complesso somatico, i sensi e la mente interagiscono strettamente fra loro, si verificheranno sorprendenti effetti fisiologici. Per esempio, non è affatto raro che i praticanti di arti marziali abbiano un sistema immunitario particolarmente attivo.
V'è, poi, un aspetto non meno importante che lega le discipline guerriere a quelle terapeutiche. L'addestramento al combattimento, quando non sia specioso, non è mai del tutto privo di rischi. Un maestro deve, quindi, saper far fronte ai traumi, alle sincopi ed alle varie patologie che possono affliggere i suoi allievi. In Oriente, gl'insegnanti di arti marziali sono anche, per tradizione, medici od esperti di qualche sistema terapeutico.
I Cinesi hanno, di recente, condotto delle ricerche dettagliate sul Qigong, la ginnastica bioenergetica, che costituisce la parte più rilevante delle loro arti marziali. Hanno, inoltre, valutato gli effetti terapeutici dei diversi esercizi con metodo scientifico.

Qui di seguito sono indicate le conclusioni alle quali, ufficialmente, sono giunti nella Repubblica Popolare Cinese.

Indicazioni terapeutiche del Qigong
• Artralgie del rachide (colonna vertebrale e bacino)
• Iperplasia vertebrale
• Artriti croniche
• Vizi posturali (ipercifosi; iperlordosi)
• Scarsa mobilità articolare
• Mialgie da ipertonia muscolare
• Ipertensione arteriosa
• Ipoventilazione degli alveoli polmonari
• Affezioni croniche dell'apparato respiratorio (bronchiti; tubercolosi)
• Dismetabolismi (obesità;magrezza eccessiva)
• Insonnia
• Agitazione
• Facile irritabilità
• Astenia
• Facile affaticabilità
• Stati d'ansia
• Sindromi caratterizzate da vertigini e lipotimie
• Dolori mestruali
• Problemi legati alla menopausa
• Disturbi sessuali legati alla sfera psichica
• Squilibri del Sistema Immunitario
• Squilibri del Sistema Nervoso Autonomo
• Oftalmopatie (miopia; retinite; congiuntivite; cataratta; glaucoma; atrofia del nervo ottico)
• Rinopatie
• Nevralgie del Trigemino
• Paresi dei muscoli facciali
• Emicranie
• Scialorrea
• Laringiti
• Odontalgie
• Epilessia
• Carcinomi (del polmone; della mammella; dell'utero)
• Disturbi circolatori localizzati alle estremità degli arti (dita)
• Cardiopatie
• Sindromi reumatiche
• Riabilitazione di infartuati, motulesi, paralitici (paralisi di Bell, emiplegia), traumatizzati (sindromi post-traumatiche; esiti di fratture)

Controindicazioni del Qigong
• Stress
• Stato d'affaticamento fisico eccessivo
• Influenza
• Raffreddore
• Bronchiti
• Broncopolmoniti
• Polmoniti acute
• Tracheiti acute
• Laringiti acute
• Ipertensione arteriosa border-line
• Diarrea
• Psicopatologie gravi
• Malattie infettive in fase acuta
• Periodo mestruale
• Gravidanza (dal sesto mese)
• Convalescenza successiva a trattamento chirurgico

 

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